mercoledì 23 febbraio 2022
CRAB (Crab-Rotation-And-Beacon) Project
Ciao a tutti,
in questa pagina pubbicherò progressivamente il lavoro che sto portando avanti per acquisire il segnale ottico proveniente dalla Pulsar che si trova al centro dell'oggetto M1, la nebulosa del Granchio.
Intanto, potete trovare gli appunti di viaggio in questo documento PDF. Si tratta di un documento che si riempirà progressivamente al lavoro che verrà svolto.
In questa fase il contenuto è poco descrittivo ed essenziale.
Con il tempo migliorerà.
Restate sintonizzati
venerdì 20 novembre 2020
Newton e basta
Il moto gravitazionale
Le agenzie spaziali inviano con successo le loro sonde in giro per il sistema solare e la precisione con la quale raggiungono il loro obiettivo è davvero impressionante.
Senza ricorrere ai complicati calcoli di progettazione utilizzati dalla NASA o dall'ESA, proviamo a ricostruire il movimento dei corpi nel sistema solare utilizzando solamente l'approssimazione di Newton per il moto. Estremamente intuitiva (non fa uso di equazioni differenziali) si dimostra anche efficace per il calcolo delle traiettorie.
Il video è disponibile su YouTube:
Al minuto 12'14" l'espressione per x1 e y1 ha un segno "-" incorretto per
la parte del moto uniformemente accelerato. Il segno "-" è già incluso
nella relazione per ax e ay.
sabato 14 novembre 2020
COLD CASE
GIRI E RIGIRI (forse non tutti sanno che...)
A volte è incredibile come alcuni termini arrivano a noi...
Forse non ve lo siete mai chiesto (chiedetevelo!), ma l'origine del nome della funzione trigonometrica "seno" è davvero incredibile.
Tutto nasce da Tolomeo (100AD-170AD), forse il più grande matematico dell'antichità, nel suo Almagesto.
Già il nome Almagesto merita una qualche precisazione.
COLD CASE #1
L'Almagesto è il trattato astronomico (universo geocentrico) che diede alla cultura occidentale il supporto matematico necessario a mantenere la Terra al centro dell'Universo, per la convincente e precisa descrizione dei movimenti celesti. Fino all'avvento di Copernico.
Il testo originario era scritto in greco ed il titolo era "Trattato di Matematica".
Successivamente il documento cambiò nome in "Il grande trattato", sottointendendo il termine "di matematica".
Quando il documento venne tradotto in arabo, assunse il nome di "Al-Majisti", contrazione del titolo nel superlativo: "Il più grande".
La versione originale greca del trattato venne perduta nei secoli fino a quando Gerardo da Cremona, alla metà del 1100, tradusse in latino l'unica versione rimasta disponibile, ossia quella araba. Nel farlo, latinizzò anche il titolo che da Al-Majisti divenne Almagesto.
COLD CASE #2
Ma torniamo alla funzione "seno".
Nell'Almagesto, Tolomeo calcola una serie impressionante di lunghezze di corde sottese da angoli progressivi. Al tempo la trigonometria non era nota ed era consuetudine usare le corde in funzione dell'angolo (la corda è il segmento che taglia la circonferenza in due punti: la lunghezza della corda dipende dal raggio della circonferenza e dall'angolo al centro. La corda più lunga che si può ottenere è pari al diametro della circonferenza ed in questo caso, corda(180°)=D).
L'Almagesto giunge in India e l'astronomo Aryabhatiya (550AD), basandosi sul lavoro di Tolomeo, sviluppa una tavola di mezze-corde. Questa tavola prende allora il nome indiano di "jya-ardha" che significa appunto "mezza corda". La tavola, riscuote grande successo e viene abbreviata in "jya" o "jiva" nell'uso quotidiano. Occorre considerare che questi erano strumenti importantissimi per riscuotere le tasse, calcolate sulle dimensioni degli appezzamenti di terreno.
Quando gli arabi vengono a conoscenza di queste tavole, riconoscedone l'importanza, mantengono nella traduzione il termine "jiva", ma poichè l'alfabeto manca delle vocali, il termine viene pronuciato "jiba" o "jaib". Quest'ultima parola in arabo significa "baia" o "tasca" e Gerardo da Cremona tradusse dall'arabo il termina "jaib" con il termine "sinus", appunto "baia", perdendo completamente il significato originario di "mezza corda".
sapevatelo!
Tutto nasce da Tolomeo (100AD-170AD), forse il più grande matematico dell'antichità, nel suo Almagesto.
Già il nome Almagesto merita una qualche precisazione.
COLD CASE #1
L'Almagesto è il trattato astronomico (universo geocentrico) che diede alla cultura occidentale il supporto matematico necessario a mantenere la Terra al centro dell'Universo, per la convincente e precisa descrizione dei movimenti celesti. Fino all'avvento di Copernico.
Il testo originario era scritto in greco ed il titolo era "Trattato di Matematica".
Successivamente il documento cambiò nome in "Il grande trattato", sottointendendo il termine "di matematica".
Quando il documento venne tradotto in arabo, assunse il nome di "Al-Majisti", contrazione del titolo nel superlativo: "Il più grande".
La versione originale greca del trattato venne perduta nei secoli fino a quando Gerardo da Cremona, alla metà del 1100, tradusse in latino l'unica versione rimasta disponibile, ossia quella araba. Nel farlo, latinizzò anche il titolo che da Al-Majisti divenne Almagesto.
COLD CASE #2
Ma torniamo alla funzione "seno".
Nell'Almagesto, Tolomeo calcola una serie impressionante di lunghezze di corde sottese da angoli progressivi. Al tempo la trigonometria non era nota ed era consuetudine usare le corde in funzione dell'angolo (la corda è il segmento che taglia la circonferenza in due punti: la lunghezza della corda dipende dal raggio della circonferenza e dall'angolo al centro. La corda più lunga che si può ottenere è pari al diametro della circonferenza ed in questo caso, corda(180°)=D).
L'Almagesto giunge in India e l'astronomo Aryabhatiya (550AD), basandosi sul lavoro di Tolomeo, sviluppa una tavola di mezze-corde. Questa tavola prende allora il nome indiano di "jya-ardha" che significa appunto "mezza corda". La tavola, riscuote grande successo e viene abbreviata in "jya" o "jiva" nell'uso quotidiano. Occorre considerare che questi erano strumenti importantissimi per riscuotere le tasse, calcolate sulle dimensioni degli appezzamenti di terreno.
Quando gli arabi vengono a conoscenza di queste tavole, riconoscedone l'importanza, mantengono nella traduzione il termine "jiva", ma poichè l'alfabeto manca delle vocali, il termine viene pronuciato "jiba" o "jaib". Quest'ultima parola in arabo significa "baia" o "tasca" e Gerardo da Cremona tradusse dall'arabo il termina "jaib" con il termine "sinus", appunto "baia", perdendo completamente il significato originario di "mezza corda".
sapevatelo!
domenica 4 ottobre 2020
WIMSHURST ELECTROSTATIC MACHINE
Wimshurst again
After some years, here again with a better explanation of the Wimshurst Electrostatic machine.
With better sketches I made.
giovedì 17 settembre 2020
Intervista da Venere
Nei giorni scorsi sono state rilevate tracce di Fosfina nell'atmosfera di Venere.
Mi sono quindi deciso a pubblicare il contenuto di un'intervista al sig. qLtnfISppO che sono riuscito ad ottenere in esclusiva.
Ecco la trascrizione:
😅
domenica 6 settembre 2020
GEIGER-MULLER
Per curiosità
Rilevatore e registratore di raggi cosmici (Muoni). Si tratta di un circuito realizzato con parti di recupero, per alimentare due tubi geiger-muller (a 400V) e di una scheda sperimentale con il controllo dell'alta tensione e con il codice per rilevare eventi di coincidenza e raccogliere i tempi di arrivo delle particelle. Tutti i parametri sono visualizzati sul piccolo display alfanumerico.
A causa dell'area limitata dei sensori, stanotte sono stati rilevati solo 5 eventi. Con i tubi in arrivo, di area maggiore, mi aspetto più acquisizioni.
I muoni sono particelle secondarie generate dall'impatto di protoni e particelle alfa (al 99% della velocità della luce) con le molecole d'aria dell'alta atmosfera. Queste particelle sono generate da eventi cosmici energetici giganti come le esplosioni di Supernove o la caduta di materiale nei Buchi Neri. L'energia è enorme: un singolo minuscolo Protone trasporta l'energia di una palla da baseball a 90 km/h. I muoni stessi viaggiano quasi alla velocità della luce. Per rilevarli, ho bisogno di correlare il segnale degli impulsi da entrambi i tubi mentre il Muone, con la giusta traiettoria, li colpisce.
A causa dell'area limitata dei sensori, stanotte sono stati rilevati solo 5 eventi. Con i tubi in arrivo, di area maggiore, mi aspetto più acquisizioni.
I muoni sono particelle secondarie generate dall'impatto di protoni e particelle alfa (al 99% della velocità della luce) con le molecole d'aria dell'alta atmosfera. Queste particelle sono generate da eventi cosmici energetici giganti come le esplosioni di Supernove o la caduta di materiale nei Buchi Neri. L'energia è enorme: un singolo minuscolo Protone trasporta l'energia di una palla da baseball a 90 km/h. I muoni stessi viaggiano quasi alla velocità della luce. Per rilevarli, ho bisogno di correlare il segnale degli impulsi da entrambi i tubi mentre il Muone, con la giusta traiettoria, li colpisce.
Summer homeworks. DIY: cosmic rays (Muons) detector and recorder. A "spare parts" circuit to power the geiger-muller tubes (400V) and a Discovery STM32L152 with the PI controller of the high voltage and the hw with the code to detect coincidence events and collect the timing, is shown. All parameters are shown on the alphanumeric display. Due to the limited area of the tubes, only 5 events in 6 hours were detected during night test yesterday. With incoming wider area tubes I expect more captures. Muons are secondary particles generated from the impact of super high speed Protons and Alpha particles (99% of the speed of light) with the air molecules of upper atmosphere. These particles are generated from giant energetic cosmic events like supernova explosions. The energy is enormous: a single tiny Proton carries the energy of a baseball ball at 90km/h (56mph). Muons themselves travel almost at the speed of light. To detect them, I need to correlate the pulse signal from both the tubes as the Muon, with the right trajectory, hits them. The hunt is open.
lunedì 24 giugno 2019
The Embers under the Ashes (la brace sotto la cenere)
Fleishmann e Pons
Sono passati 30 anni da quando, nel 1989, due ricercatori inglesi Martin Fleishmann e Stanley Pons, annunciarono al mondo di aver osservato un fenomeno di produzione anomala di energia dall'elettrolisi di una soluzione di acqua pesante con elettrodi di palladio. Probabilmente l'annuncio che ha scaturito la coda di polemiche, aspettative e vera ricerca può lunga della storia. Una storia che non è ancora finita.Per capire il lato scientifico di questa ricerca, ho invitato il dott. Francesco Celani, forse il ricercatore più tenace che abbiamo, per una conferenza al Museo di Marghera.
Sono proprio curioso di ascoltare la storia che ci racconterà ed il futuro che ci aspetta.
domenica 16 giugno 2019
Artificial Intelligence
What's next?
How machine learning works and what do we have to expect from A.I. development?There are opportunities but also risks.
In 2000 year I participated to the development of a quite big Neural Network and Expert System aimed to help doctors in EEG analysis and Epileptic Seizures identification and classification. It worked in an amazing way: we collected more than 10000 samples of EEG traces with specific features (normal samples and anomaly samples) and artifacts. We trained the huge NN and arrived to a complete report with EEG measure (energy over bands) and characterization.
However time was too early and commercial exploitation was ineffective due to marketing poor knowledge and poor vision.
Now time has come.
A.I. is everywhere, from cars to washing-machines.
And probably in weapons, also.
To better understand the state-of-the-art, I invited the Associate Professor at Padua University, Silvana Badaloni, for a public conference on A.I..
Expecting her to show us what's next.
sabato 12 maggio 2018
Un arcobaleno da una singola goccia
Una goccia d'acqua colorata (A single colorful droplet)
May a crystal clear drop of water be colorful? The answer is yes! Rainbow is the proof. But looking at the rainbow we never realize that those wonderful set of colors comes from single drops. Each drop is seen with different angles and this difference is the color. Larger view angles make the drops red, smaller view angles make the drops blue. To better understand the phenomena have a look to the document I wrote some time ago and now reviewed. See this document.
...
During the night some dew formed in the grass. The morning after, while I was walking, I noticed a small spot of colored light in the grass with the tail of my eyes. I stopped myself and I turned my head toward it. No mistakes: that was the rainbow light from a single droplet, red on one side and blue on the other! I run and stumbled into home looking for my camera. I went out trying to find back the position: it was extremely critical! As expected the angle through which I could see the colored drop was very small and the distance to the drop was only a couple of meters. But the spot was so bright! I took the camera and aimed it to the light source in the grass. What a disappointment! No spotlight in the camera! How was it possible! With my eye the light was clear and bright but with the camera, nothing! Then I noticed that I could see the light only with one eye at time. Now my guess is that the eye, with its small pupil, records the light from a very small angle while the camera, with a wide angle lens, collects the light from a wider angle and no colored spots appears. Only 1.74° separate the red ray from the blue ray. So to record the light I used a trick: blur the image, set it out of focus! Doing so, the angle of details cover a much larger area on the sensor: rays from small angles hit the sensor surface at larger distances and… the rainbow magically appeared. A rainbow from a single drop!
During the night some dew formed in the grass. The morning after, while I was walking, I noticed a small spot of colored light in the grass with the tail of my eyes. I stopped myself and I turned my head toward it. No mistakes: that was the rainbow light from a single droplet, red on one side and blue on the other! I run and stumbled into home looking for my camera. I went out trying to find back the position: it was extremely critical! As expected the angle through which I could see the colored drop was very small and the distance to the drop was only a couple of meters. But the spot was so bright! I took the camera and aimed it to the light source in the grass. What a disappointment! No spotlight in the camera! How was it possible! With my eye the light was clear and bright but with the camera, nothing! Then I noticed that I could see the light only with one eye at time. Now my guess is that the eye, with its small pupil, records the light from a very small angle while the camera, with a wide angle lens, collects the light from a wider angle and no colored spots appears. Only 1.74° separate the red ray from the blue ray. So to record the light I used a trick: blur the image, set it out of focus! Doing so, the angle of details cover a much larger area on the sensor: rays from small angles hit the sensor surface at larger distances and… the rainbow magically appeared. A rainbow from a single drop!
sabato 14 ottobre 2017
Crittografia: come Alice e Bob si scambiarono le chiavi in piazza
Diffie-Hellman-Merkle key exchange
In questo post (testo inizialmente in lingua inglese) descrivo la procedura utilizzata durante le prime fasi del protocollo https, e che permette a due corrispondenti di negoziare una chiave di codifica segreta utilizzando un canale di comunicazione non sicuro. Il testo PDF è disponibile in Diffie-Hellman-Merkle.In this post I describe the procedure used during initial phase of https protocol, which enable two correspondents to negotiate a secret key to encrypt messages using unsecure channel. PDF text is available at the link Diffie-Hellman-Merkle.
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